Profondo Rosso: analisi completa del capolavoro di Dario Argento

Questo articolo rivela elementi importanti della trama e della spiegazione di Profondo Rosso di Dario Argento, svelandone il significato, gli eventi e le prospettive migliori per apprezzarne i pregi. Se ne suggerisce dunque la lettura solo ed esclusivamente dopo aver visto il film, e non prima, per evitare di perdervi il gusto della prima visione.

Al di là di una filmografia indubbiamente altalenante, con alcuni titoli che era forse meglio evitare, Dario Argento ha il merito di aver consegnato alla storia due pellicole che resteranno per sempre tra le colonne portanti del cinema dell’orrore, cosa che registi dalle filmografie molto più solide della sua non possono vantare. Questi due film sono Profondo Rosso (la sua opera più nota in patria) e il successivo Suspiria (la sua opera più nota all’estero).

Il destino comune di tutti i film di paura è quello di perdere almeno in parte il proprio effetto col passare degli anni: il film invecchia, appare sempre più datato e comincia a perdere un po’ di quella magia che gli permetteva di terrorizzare gli spettatori quando uscì per la prima volta. Inutile girarci intorno: anche Profondo Rosso, che terrorizzò una platea enorme di spettatori quando uscì, nel lontano 1975, ha perso in parte questo potere e oggi non fa più paura come allora. Eppure, a differenza di tante altre opere coeve, il film di Argento possiede un fascino tutto suo che resiste e resisterà per sempre allo scorrere del tempo (e anche ai titoli meno riusciti del suo autore) e che ora andremo ad indagare.

Perché Profondo Rosso funziona così bene? Perché oltre ad una regia impeccabile e ad uno sfoggio fenomenale di tecnica (da questo punto di vista solo il trip onirico di Suspiria ha fatto di meglio), il film è specificamente progettato per fare emergere continuamente le paure inconsce dello spettatore.

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