Ti ricordi di me?

Dopo una vita trascorsa ad avere come nascondiglio quella casa, a sentirti importante solo per lei, che aveva bisogno di te, con la quale idee e pensieri erano comuni. Lei che aveva per te lo stesso affetto di una madre, di un’amica, di un marito e di un’amante. Lei che racchiudeva il tuo mondo. Tranquilla e appagata stava, senza nessun desiderio che le pervadesse la mente e ilcuore. In quell’oblio trascorreva le sue giornate cavalcando le onde senza irrequietezza. La vita per lei era un sogno, una favola creata dalla sua fantasia. La sua vita cambiò quando qualcuno spense la luce di quel focolaio dove ardeva la fiaccola di quell’anima pura dal grande cuore. Per anestetizzare il dolore volle provare forti emozioni che solo le storie d’amore possono dare. Come in una girandola si alternavano i giorni della sua vita e ogni di’ erano emozioni che le donavano gli stessi brividi del giocatore che ogni giorno affida alla sorte la sua partita. La sua vincita o la sua perdita. Per un anno il.suo calendario tramuto’ i giorni assegnandogli un volto diverso. Le esperienze di un breve lasso di tempo colmarono ciò di cui la sua adolescenza le aveva privato. Si approccio’ con loro con la stessa ingenuità e la stessa generosità di una fanciulla. A ognuno di loro affidò il.suo sogno, senza comprendere che lei, per loro, era come una dolce caramella e dopo averla scartata e poi assaggiata e poi mangiata veniva delicatamente riavvolta in un’altra carta ritorta senza provarne più la curiosità di tenerla dentro di sé per un’altra ora….un altro giorno. A tutti lei aveva dato tutto: corpo, anima e cuore, affidando loro per un istante il suo destino del quale non avrebbe voluto vedere la fine. Emozioni, sentimenti, desideri, coraggio, impegno, sincerità facevano di lei una e centomila…Tutti i giorni lei era pronta per una nuova avventura…un periodo che ebbe un inizio e una fine. La frenesia di quei giorni che portava la sua mente ad essere messa in sordina e dove solo la linea del cuore tracciava la via che decideva la direzione che l’avrebbe portata a scegliere con chi avrebbe trascorso con lei la giornata…fini’ perché sopraggiunse la rassegnazione, quell’atroce dolore si placo’. Ma non la paura di essere ferita ancora…Quella piccola donna aveva optato per una scelta diversa e un po’ inusuale per lenire il.suo dolore.Ora ripensando all’anno trascorso tira le somme…Nello.scambio tra un uomo.e una donna di effusioni a volte teneramente violente, senza volerlo, un pochino di te entra dentro di me e un pochino di me entra dentro di te. Non era nelle nostre intenzioni…ma ci siamo arricchiti di un bagaglio positivo e negativo che porteremo sempre dentro di noi. Quella donna, molto spesso, femmina, il.giorno dell’addio ha provato delusione, sofferenza, rabbia, impotenza…ma è diventata una persona migliore che non prova ne’odio ne’ rancore…ma è cresciuta dentro di lei la forza di rialzarsi, dopo ogni caduta, non china il capo e piange…Le lacrime, sono come perle preziose e devono essere un dono che va regalato solo alle persone speciali che l’hanno fatta sentire importante, amata, desiderata, ascoltata, aiutata. Il sorriso non è sparito dal suo volto perché sa’ di essere una persona migliore…Lei dice grazie a te, a te, a te..perché se l’hai fatta soffrire, hai anche fatto crescere dentro di lei sentimenti che saranno strumenti utili per affrontare la vita, insieme al coraggio di non abbandonare mai la realizzazione dei propri desideri. L’età non è dagli anni segnata ma dai sogni che ognuno porta nel cuore.