UNA SPIA TRA DI NOI

Tutti presenti, tutti sull’attenti. Così il generale di brigata voleva mettere ordine nel suo esercito e sistemare alcune questioni interne. Si voleva fortificare il muro di cinta, che come la muraglia cinese potesse difendere da debolezze e pregiudizi. Sicuramente, bisognava cercare alleati, crearsi complici, circondarsi di spie che riuscissero a celare il segreto che il loro fine era il nostro desiderio inespresso. Nella moltitudine bisognava crear gelosie, generare la paura che il posto al sole in ombra potesse essere messo, creare falle che come gigantesche mani trovassero l’uscita per parole indelicate che favorissero i compromessi, i disaccordi, le fughe, le ansie, i rancori, le invidie, le gelosie. Al centro di questo universo batteva un cuore che con il suo incessante fare e disfare favoriva il lavoro di una mente che instancabilmente ordinava e mendicava. Chi, stoltamente, prese tutto alla lettera, non capi’ che l’ordinanza era per tutti, ma si voleva colpire un manipolo di uomini che non avevano nulla di eroico, ma le divise avean lacere e così i loro ideali che sotto la polvere da tempo giacean in un’urna di vetro, la quale una memoria storica avea e conteneva messaggi e miraggi, ma ora era solo una povera cosa abbandonata al suo destino in un angolo della madia. I fucili a pallettoni colpirono chi della sua vita, aveva creato un diario dalle pagine strappate. Chi a sua volta aveva sparato, senza ascoltare spiegazioni. Alla sua vittima non aveva lasciato alcuna possibilità di ripensamento o pentimento. Alla sua vita aveva dato un’impronta ben precisa. Non lasciava orme, non lasciava posto ai rimpianti, ai sentimenti, alle amarezze, alle tenerezze, alle dolcezze. La punta della freccia aveva preso una direzione ben precisa, si conficco’decisa nel cuore e anniento’ la pietà. Avveleno’ gli animi e dissemino’ zizzania. Il colonnello radunò i suoi soldati, li mise in fila e li conto’. Si mise sulla collina e dalla sommità controllo’ che i suoi ordini fossero stati eseguiti. Ognuno cerco’ comunque, di uscire dalle righe. La paura di essere scoperti e puniti fecero loro trattenere il fiato. Chi per te decide, propone soluzioni che son solo seduzioni per l’orgoglio di chi, opera sul tuo capo, ti sta con il.fiato sul collo e opera soluzioni che nella maggior parte dei casi son vantaggiose per lui e non portano a te, alcun beneficio, che non si vorrebbe di ricchezza fosse intriso, ma anche solo di allegrezza e serenità. Colui è più forte e potente di te, mentre tu sei in trincea e combatti le tue battaglie con la vita, lui, tranquillo in poltrona sta’ e sorseggia il suo caffè.Hai lottato con le armi potenti della mente, alle sue parole hai ripensato e hai sperato e sognato di uscir vittorioso da quella battaglia. Alla conclusione un premio ambito:la tua dignità ben ridisegnata e scolpita. Si rivela un miraggio quella missione alla quale ti sei votato con tanto coraggio, sei rimasto abbagliato da una sagoma di cartone che ora ha mostrato una caricatura, un uomo copiato come se fosse su una velina che al primo alito di vento scopre il.suo vero volto e cenere diventa. Sotto le macerie si scopriva con orrore che tante vite erano state sacrificate, che tante parole erano state vanificate, che tante trincee di odio erano state scavate, che tanti fili spinati erano stati creati. Il mondo andava cambiato.C’era chi, lottava con il coraggio di mille pantere nere, contro le piccole e grandi miserie quotidiane: il.denaro, la viltà, la falsità. I loro ideali ergean ad emblemi.Come chi aveva seguito il.Santo Graal, piccolo credeva di essere e un.eroe era diventato. C’era chi era vissuto di trame, di orditi, e cento e mille dita avean ricamato per lui, un disegno che faceva della sua figura una persona malvagia. Il tuo divertimento: giocavi con le persone, le facevi cadere come birilli, di pezza ai tuoi occhi apparivan e tu ridevi delle loro lacrime amare. Un nemico invisibile li usava, come bersagli ti piaceva pensarli. Tu, tante ricchezze hai posseduto, ma di miseria sei vissuto. Tu tante miserie hai avuto, ma di ricchezze sei vissuto. Il.progetto in cui credevi è stato oscurato e come spicchi di fumo appaion .frastagliati in sfrangiati spicchi in cui tutto appare e scompare. Le tue lotte, le tue battaglie, sono state vissute in nome di alti ideali e hai lottato, combattutto in nome di questo stendardo che ti dava la forza di portare avanti ciò che all’inizio era ben evidenziato e ora era diventato un fine inventato senza più significato. Tu tante miserie hai avuto, ma di ricchezze sei vissuto. Posti a confronto il misero che povero sembra, di ricchezza è avvolto e inebriato. Il possidente che ricco sembra, di miseria è vestito, sono aridi i suoi sentimenti, la mente sua, povera di pensieri è.