In 25 anni i leoni africani sono diminuiti del 43%

10 agosto, il WWF ha celbrato la Giornata Mondiale del Leone, animale che da sempre simboleggia la forza e il coraggio e che pur essendo molto amato, tanto da essere protagonista di numerose leggende, film, racconti, non è affatto rispettato come dovrebbe.

Stando ai dati del WWF in 25 anni i leoni africani sono diminuiti del 43% e in soli 10 anni si è passati da 100.000 esemplari a 16.500 – 30.000, nonostante vivano ormai da molto tempo in aree protette. Le diminuzioni maggiori si sono registrate in Africa Centrale e Orientale. Mentre la sottospecie del leone asiatico, un tempo diffusa dal Mediterraneo all’India, oggi è presente solo in quest’ultimo paese: gli esemplari in circolazione sono 350 e quelli in libertà davvero pochi.

Ma quali sono le principali cause di questa strage? Da un lato la distruzione dell’habitat dovuta alle attività umane come l’agricoltura, come riporta il WWF, che ad oggi corrisponde all’8% di quello iniziale, per un totale di 1.600.000 kmq.

Ulteriore causa le malattie importate, come per esempio la tubercolosi che ha colpito soprattutto i leoni del Sud Africa. Terza causa principale il traffico illegale di ossa praticato dai bracconieri. Nel mercato asiatico le ossa sono molto richieste per preparare medicine tradizionali.

Infine la sopravvivenza dei leoni è messa a rischio dai conflitti con le comunità locali sottoposte a ritorsioni da parte degli allevatori, a cui i leoni creano problemi con il bestiame.

Il WWF continua a proporre campagne e progetti di educazione ambientale ed ecoturismo sperando di cambiare pian piano la situazione, e per contrastare il commercio illegale di ossa, insieme all’Unione Internazionale per la Conservazione (IUCN), ha promosso TRAFFIC, programma che contrasta proprio il commercio illegale di animali e vegetali.

E anche noi possiamo contribuire alla salvaguardia di questa specie facendo una donazione alla pagina del WWF dedicata alle adozioni di leoni.

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