Un pensiero

« Nessuno si avventurerebbe nelle profondità della terra o dei mari senza equipaggiarsi ed essersi prima esercitato. Quando però si tratta di scendere nelle profondità della propria natura, si pensa che sia facile, che non si rischi nulla. Ebbene, i maggiori pericoli sono proprio lì, e per poterli evitare occorre equipaggiarsi ed esercitarsi, cercando di elevarsi fino alle regioni situate al di sopra della coscienza e della coscienza di sé: le regioni della supercoscienza.
L’esploratore del subconscio deve per prima cosa salire più in alto, perché è nel mondo superiore che acquisirà delle conoscenze sul mondo inferiore, come pure sulla natura delle entità che lo abitano. Inoltre deve anche sviluppare la purezza e la padronanza di se stesso, in modo da formare attorno a sé un’aura luminosa che lo proteggerà e gli permetterà di orientarsi in quel labirinto oscuro. Sentendo che egli è ben armato, gli spiriti inferiori si dilegueranno. E se è in pericolo, le entità celesti, sapendo che al termine della sua evoluzione l’uomo deve esplorare gli abissi che sono in lui, non lo abbandoneranno. »

Omraam Mikhaël Aïvanhov