IL LUNGO, IL CORTO E IL PACIOCCONE -terza parte-

Il suo carattere peggioro’ con il matrimonio. Sposo’ un uomo molto simile a lei, nei modi e nel carattere. L’aspetto dell’uomo avrebbe indotto qualsiasi donna di buon senso a evitarlo come la peste. I suoi capelli erano talmente folti e ricci che gli nascondevano parte del volto. Nero di capelli e scuro in viso aveva occhi demoniaci. Era sempre scarmigliato e nervoso e tra i due, scoppiavano frequenti battibecchi, che degeneravano in furiose liti. La coppia purtroppo ebbe due figli e la mamma, anche con loro, si comportava in modo anomalo. Quando piangevano, per calmarli, li faceva volteggiare in aria facendoli compiere veri e propri salti mortali completati da numerose piroette. L’ultimo del gruppo era soprannominato “Cornino” per quel suo cranio, talmente spoglio che metteva in evidenza le ossa della testa. A differenza di tutti i suoi compagni sembrava già grande. Era molto ordinato, ogni volta che spostava un oggetto lo rimetteva a posto. Non parlava mai a vanvera. Sapeva già in futuro quale lavoro avrebbe fatto. Vestiva sempre con completi: giacca e pantaloni. I suoi vestiti erano sempre ordinati e perfettamenti puliti e anche dopo una giornata passata a giocare rimanevano come se fossero usciti in quel momento dal lavasecco. Molti pomeriggi che non si sapeva cosa fare, si andava a casa sua e dopo un po’ si buttava tutto all’aria. Noi ragazzi, ridevamo fino a scompisciarsi e lui tra l’arrabbiato e il divertito, rimetteva tutto in ordine e già pensava con terrore, a quando saremmo tornati. Noi con la fantasia, lo vedevamo già con le mani nei capelli. I nostri pomeriggi finivano sempre nello stesso modo: venivamo buttati fuori dal suo appartamento senza tanti complimenti! La giornata più divertente che Luana ricorda ancora con ilarità fu quando, insieme a sua sorella, dopo un grosso litigio con il padre, presero tutti i loro indumenti intimi, li misero in un sacchetto e scapparono da casa. Fuggirono nella dimora della nonna, alcuni isolati più in là la quale, appena le vide arrivare si premuro’ di rassicurare i genitori con una telefonata. Dopo qualche ora, le ragazze, in seguito ai discorsi fatti con la nonna, presero la decisione di tornare a casa. S’incamminarono verso la loro abitazione. Dopo qualche chilometro incontrarono i loro amici, che stavano facendo alcuni giri in bicicletta. Chiesero loro dove fossero andate e cosa avessero nei sacchetti. Le ragazzine mantennero il segreto. In ogni caso dissero:”volete un passaggio?”Le fanciulle non se lo fecero ripetere due volte e sedettero sul portapacchi. Tutto filo’ liscio fino a quando arrivarono nei pressi dell’abitazione delle due sorelle. Marco, con la ruota della bicicletta, scivolò in una buca creata nel terreno dalle forti piogge del giorno prima e Luana a causa del violento impatto, si trovo’ seduta a gambe all’aria nella sabbia. Neanche a dirlo, tutto quello che c’era dentro il sacchetto, venne sparpagliato per la strada. Marco, confuso e dispiaciuto si offri’ di aiutarla a raccogliere gli indumenti. Ma…. quante risate si fece quando vide i completini intimi! I dispiaceri si riescono a superare, i sentimenti con il tempo mutano ma i ricordi non svaniranno mai.