Un pensiero

« Quanti credenti chiedono di ricevere la luce e l’aiuto degli angeli! Ma quando la luce e gli angeli si presentano, loro guardano altrove o sonnecchiano. E poi si lamentano che pregare non porta alcun sostegno. È ovvio: che sostegno potrà mai ricevere chi ha la coscienza addormentata? Non serve a niente rivolgere preghiere al Cielo se prima non si sono sviluppate le facoltà che permetteranno di ricevere le sue risposte e il suo aiuto. Queste facoltà sono innanzitutto l’attenzione e la vigilanza; le si può paragonare a un apparecchio sensibilissimo che avverte che si sarà esauditi. Allora, anziché affaticare il Signore e i Suoi angeli con delle pretese, è preferibile far funzionare quell’apparecchio, che vibrerà al loro avvicinarsi, annunciando così l’arrivo di un messaggero, di una visita.
Il vero spiritualista sa che dev’essere sempre pronto. Giorno dopo giorno, cerca di sviluppare i propri apparecchi riceventi, affina la propria sensibilità e, poiché rimane vigile, ha la speranza di non essere assente, sordo o cieco quando il Cielo si aprirà, quando lo Spirito verrà a illuminarlo. »

Omraam Mikhaël Aïvanhov