Storia della antica rasatura.

 

 

 

 

 

 

 

 

Il rito della rasatura.

 

Fin dai tempi più antichi, oserei dire dalla preistoria, l’uomo è dedito al rito della rasatura. Antichi disegni rupestri nonché i vari ritrovamenti archeologici di antichissimi rasoi sono a comprova di tutto questo. Durante i secoli, gli strumenti atti alla pratica di questa antica arte si sono evoluti sino ad arrivare ai giorni nostri dove, le più importanti industrie del settore, si sono rincorse nella progettazione di rasoi che sono arrivati ad ospitare all’interno delle loro testine fino a sette lame. Tuttavia, oggigiorno, si sta assistendo ad una involuzione della rasatura nel senso che, un maggior numero di persone sta riscoprendo il gusto di farsi la barba con strumenti che, seppur moderni e di nuova costruzione, ricalcano le orme di un passato relativamente recente. Vale a dire, sempre più uomini stanno ritrovando il gusto di radersi usando, come un tempo, il sapone da barba, il pennello, lamette e rasoi come quelli utilizzati dai loro nonni. Qual’è il motivo di questo ritorno al vintage? Difficile dirlo. Sul finire degli anni ‘60 iniziarono a comparire sul mercato ed in modo prepotente i primi rasoi a due lame e le schiume da barba spray a sostegno di una convinzione che, il tempo della rasatura, fosse un tempo sprecato e dunque dovesse durare il meno possibile. In pratica l’uomo deve radersi in fretta e bene perché il tempo è prezioso e deve essere sfruttato per altre attività. Ebbene, oggi si assiste ad una inversione di tendenza. Oggi l’uomo ha riscoperto che i momenti che dedica alla rasatura sono attimi che dedica a se stesso, alla cura della propria persona, un momento di relax e di distacco dalla frenesia della vita e tutto questo ha portato alla rinascita di questo antico rito. Vale a dire la Pogonotomia. Ovvero l’ Arte del radersi da se. La ricerca di nuovi saponi dai profumi particolari, la riscoperta di rasoi dal fascino intramontabile, la necessità di dover acquisire una specifica tecnica per giungere ad un risultato soddisfacente, senza tagli ne irritazioni alla fine della rasatura, porta inevitabilmente ad una certa soddisfazione nel compimento del gesto. Radersi e farlo bene, non diventa così scontato come sembra. Anzi, alla rasatura perfetta ci si arriva a piccoli passi. Occorre studiare il proprio rasoio, capire quale debba essere, ad esempio, il giusto angolo di utilizzo. Portare un sapone alla giusta consistenza ed al corretto livello di umidità non è cosa del tutto semplice né scontata. Ogni lametta utilizzata ha le proprie caratteristiche, le quali, possono portare a risultati estremamente differenti a seconda del rasoio sul quale vengono montate. Si riscopre che la pelle è una cosa viva e non sempre si comporta come ci si aspetterebbe. Il tempo necessariamente rallenta, si distende. Un’azione che prima doveva durare poco perché intesa o percepita come una scocciatura, ora diviene un lungo momento di studio, di prova ma anche di calma e tranquillità da dedicare a noi stessi e solo per noi stessi. Lo scorrere della sabbia nella clessidra non è più tempo perso o sprecato ma, come per alchimia, la rasatura diviene un veicolo. Un veicolo magico che ci trasporta in una dimensione purtroppo e troppo spesso dimenticata. Vale a dire  l’Uomo.       

 

Andrea Tarenzi.

 

 

 

Un grande ringraziamento all’amico Andrea Tarenzi per averci donato un po del suo tempo.